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Traina altura

In Adriatico, il termine Traina d’Altura è quanto mai azzeccato; il periodo delle gare o delle giornate ad essa destinate, generalmente dalla metà di Agosto fino alla metà di Settembre, ci portano lontano, molto lontano dalla costa.

Lì, in alto mare, con poca foschia e la costa scompare e le trentacinque miglia che ci separano dalla costa, si confondono con l’orizzonte e ci portano al centro di un universo tutto nostro, soli con la barca e le lenze filate a poppa.

Come la traina costiera, canna, mulinello e lenza, è l’unica attrezzatura utilizzata che, fissa l’attenzione sulla scia con qualche distrazione per scrutare il mare ed i gabbiani.

Minimo quattro o cinque canne, fino a sette o nove con l’ausilio dei divergenti, c’è sempre un bel da fare nel pozzetto e, anche quando le allamate scarseggiano, l’ultima cosa da fare è sedersi ad aspettare...

I minnows sono gli artificiali più usati ma, nella scia non devono mai mancare la Piuma, il Kona, ed il Cedar plug.

Con piombi a sgancio rapido o lenza libera, tra la schiuma della scia sotto la poppa e lontano, dove l’acqua finisce di ribollire, così dovremo cercare di incuriosire ed ingannare i medi e grandi pelagici.

La meta più gettonata resta la Fossa con le Alalunghe che hanno sempre attirato un gran numero di pescasportivi ma già dallo scorso anno, con la conferma che non si è trattato di una eccezione, le grandi ricciole catturate hanno iniziato ad affascinare anche San Benedetto del Tronto ad una distanza dalla costa, sicuramente più abbordabile della più lontana Fossa.

Il paradosso della situazione sta proprio nei numerosi tentativi fatti un po’ da tutti a traina lenta, con il vivo ed il piombo guardiano o con la palla e lo sgancio, leggendo ed imparando le tecniche apprese dalle più note riviste del settore; risultati catastrofici.

C’è voluto l’incontro fortuito dell’Avv. F. Travaglini, lo scorso anno quasi mezzo pomeriggio con la bella ricciola, per capire che, quelle improvvise allamate con fughe velocissime sulle 8 e 12 libbre filate per le palamite, in realtà erano ben altri pelagici.

La conferma, ce la ha data la perseveranza di Head Mo che, cercando la Ricciola, l’ha trovata, ampliando sicuramente la visione della Traina d’Altura che fino ad ora aveva coniugato la sua esistenza in Adriatico unicamente alle Alalunghe ed ai Tonnetti di branco.

L’unica Aguglia Imperiale tornata a San Benedetto sempre nel pozzetto di Head Mo, non ha ancora scatenato la febbre al rostrato ma, tra gli equipaggi del Circolo Nautico, già si discute per bissare le corpose natiche del comandante Mancini che già in tanti hanno riconosciuto nello spot di una famosa marca di telefonini.



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