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SUBACQUEA PER TUTTI

04/06/2013

Innanzitutto è l’acqua.

Sono un istruttore di formazione subacquea da piú di dieci anni. Mi occupo dell’insegnamento e della divulgazione di questo sport e delle attività acquatiche per tutti, con particolare attenzione verso i bambini e verso chi vive una disabilità importante favorendo e sviluppando dei percorsi di integrazione e di socializzazione. Uno dei miei obiettivi è formare subacquei normodotati e diversamente abili.


L’acqua è un elemento naturale unico, che simula in certa misura e a certe condizioni l’assenza di gravità, venendo così in aiuto anche a chi ha difficoltà di movimento. L’acqua è una nuova dimensione, non solo per il fisico ma anche per lo spirito, per la quiete dei suoi ambienti e per la bellezza dei suoi abitanti.


Ho l’obiettivo di fornire a tutti gli stimoli e le occasioni che permettano di dare una spinta positiva alla propria vita, attraverso lo sport, la socializzazione e il divertimento.


Quello subacqueo è uno sport dinamico e avventuroso; per questo motivo può svolgere un’importante funzione riabilitativa per la mente, per lo spirito e naturalmente per il corpo. Nel corso degli anni si sono realizzate importanti collaborazioni di studio a livello terapeutico, medico e scientifico sul tema della disabilità e la pratica subacquea. Ho collaborato con diverse Università tra cui quella di Las Palmas de Gran Canaria, strutture di ricerca come il Policlinico di “Arinaga” nelle isole Canarie e nel Delfinario dell’ Acqua-park di Tenerife, (uno dei pochi posti dove si sviluppa la delfinoterapia in Europa).

Subacquea adattata

Una realtà di cui le forti potenzialità terapeutiche hanno già trovato applicazioni e riscontri in molti importanti centri di riabilitazione negli USA, come il Sto David di Austin in Texas, i quali già da alcuni anni hanno aperto la strada all’introduzione dei corsi subacquei dell’IAHD come parte integrante del programma riabilitatorio dei propri pazienti esterni. In tal modo, il divario esistente tra la struttura ospedaliera e il mondo esterno viene attenuato utilizzando la subacqueoterapia e le occasioni socializzanti che questa comporta per facilitare una felice reintegrazione dei pazienti in seno alla comunità.


Nello svolgimento dell’attività subacquea c’è assenza di competizione e le capacità mentali e fisiche di uno sono a disposizione di tutti, in una logica di assistenza reciproca.


L’acqua, è noto, è di per sé un elemento altamente socializzante; nell’acqua, nell’infinita bellezza del mondo sommerso, emozioni e comunicazione non conoscono le barriere che nella quotidianità pur influenzano il nostro essere ed agire. Nella consapevolezza delle proprietà terapeutiche e riabilitative delle attività subacquee e comunque legate al mare anche per persone con differenti abilità, la propria esperienza con questa attività in parola sta sviluppando uno studio di fattibilità, di rilevante valore scientifico ed innovativo. Già attraverso l’analisi dei primi risultati sono evidenti dei cambiamenti, senza per altro la velleità di trasformazione radicale delle vite, ma sicuramente è possibile contrastare o rimuovere la sedentarietà tipica delle persone disabili, coniugando la loro partecipazione e formazione alla possibilità di socializzare, divertirsi, sorridere...


Nell’acqua non esistono barriere fisiche, per cui una persona con difficoltà motorie scoprirà la possibilità di fare dei movimenti impensati: questo produrrà una gratificazione sia fisica sia emotiva! Obiettivo generale e specifico delle attività è quello di realizzare percorsi che mirino all’integrazione dei soggetti diversamente abili ed emarginati sociali, in cui lo sport è al tempo stesso risorsa sociale e culturale, libera da rigidi schemi prefabbricati, spontaneità in movimento.


Tutto ciò va ad intrecciarsi con la filosofia dello “sport per tutti”, in cui, a partire dall’elemento acqua, si inizino a porre le basi per una “città senza barriere”. Nello svolgimento delle sessioni teoriche è altresì dato particolare rilievo alla questione ambientale e, più in particolare, alla difesa di quel patrimonio inestimabile rappresentato dal mare: agli allievi saranno consegnate schede di valutazione ambientale che li accompagneranno in progress nelle immersioni e saranno in qualche misura “termometro della salute” del nostro mare.

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